• Il CREA su RAI 3: sui tetti di Roma veglia una sentinella speciale
    CAE MAGAZINE n.110 - Luglio 2026
    Il CREA su RAI 3: sui tetti di Roma veglia una sentinella speciale

Il CREA su RAI 3: sui tetti di Roma veglia una sentinella speciale

Il CREA su RAI 3: sui tetti di Roma veglia una sentinella speciale

L’estate 2026 si sta rivelando una delle più calde di sempre in Europa, come approfondito nell’editoriale (per saperne di più clicca qui). Sono i contesti urbani a registrare le criticità maggiori. Oltre al crescente numero di giornate con temperature elevate, nelle città il fenomeno dell'isola di calore urbana determina valori termici spesso superiori rispetto alle aree circostanti. Infatti, la presenza di edifici, asfalto e altre superfici impermeabili, favorisce l'accumulo di calore durante il giorno e il suo lento rilascio durante la notte, mentre la scarsità di aree verdi riduce il naturale raffrescamento dell'ambiente.

Al di là delle temperature record, in città la percezione del caldo è fortemente amplificata dalla presenza del cemento, degli edifici e dalla scarsità di aree verdi.

Questo argomento è stato approfondito da Barbara Parisse, ricercatrice del CREA, in un recente servizio del programma di Rai 3 Agorà Estate grazie a un’intervista registrata dalla storica stazione meteorologica del Collegio Romano, situata sulla Torre Calandrelli, sede del Ministero della Cultura. La stazione è attiva dal 1787 e riconosciuta dalla World Meteorological Organization (WMO) come centenaria. Oggi la stazione fa parte della Rete Agrometeorologica Nazionale (RAN) gestita dal CREA, per la quale CAE ha curato l'aggiornamento tecnologico e di cui tuttora garantisce la manutenzione (per approfondire i dettagli del contributo di CAE al progetto clicca qui).

L'intervista ha evidenziato come la stazione sia uno strumento chiave per monitorare il calore nel centro urbano e gli effetti dell'isola di calore urbana. «Avere una stazione di monitoraggio nelle città è fondamentale», ha sottolineato Barbara Parisse, «perché consente di misurare in modo continuo parametri come temperatura dell'aria, umidità e radiazione solare, fortemente influenzati dalla presenza di edifici, strade asfaltate e altre superfici artificiali. Questi elementi assorbono e accumulano calore durante il giorno, per poi rilasciarlo lentamente nelle ore serali e notturne, determinando temperature più elevate rispetto alle aree rurali circostanti. Il fenomeno contribuisce ad accentuare l'intensità e la durata delle ondate di calore e favorisce il verificarsi delle cosiddette notti tropicali, quando la temperatura minima non scende sotto i 20 °C.

Grazie ai fondi del PNRR nell’ambito del progetto SIM (Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione), la Rete Agrometeorologica Nazionale verrà potenziata e integrata con nuove stazioni su tutto il territorio nazionale. Questa attività è in corso di realizzazione da parte dell’RTI aggiudicataria del progetto, nella quale partecipa CAE, di cui abbiamo da poco parlato nello “Speciale PNRR” (per saperne di più, clicca qui). In questo contesto la stazione di Collegio Romano, così come le altre della rete RAN, nuove o preesistenti, entreranno a far parte del sistema di allerta della Protezione Civile. L'obiettivo del progetto è potenziare la quantità e la qualità dei dati per gestire al meglio le emergenze, integrando in un unico punto di accesso le informazioni provenienti da diverse reti di monitoraggio ambientale.

Barbara Parisse conclude l’intervista sottolineando che una rete di monitoraggio più capillare (in ambienti agricoli e urbani) consente di cogliere con maggiore precisione le differenze microclimatiche presenti sul territorio, fornendo informazioni più dettagliate e scientificamente robuste per supportare la pianificazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici.

Per riguardare la puntata e in particolare il servizio in questione clicca qui. L’intervento di Barbara Parisse è disponibile al seguente minutaggio: 1:01:48.

 

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