Caldo record: un'estate eccezionale o la nuova normalità?
Le ondate di calore dell’estate continuano a mettere alla prova gran parte dell'Europa e anche l'Italia. Dopo un mese di giugno caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, l’inizio di luglio non ha mostrato segnali di una vera inversione di tendenza: le ondate di calore continuano infatti a interessare ampie aree del continente, confermando una situazione che ormai da alcuni anni si ripresenta con crescente frequenza.
I dati pubblicati dal Copernicus Climate Change Service (C3S) aiutano a leggere quanto sta accadendo con uno sguardo scientifico.
Giugno 2026: numeri che raccontano una tendenza
A livello globale, giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo mai registrato, con una temperatura media di 16,54 °C, pari a +1,39 °C rispetto all'epoca preindustriale (1850-1900).
In Europa il dato è ancora più significativo. Il continente ha vissuto il secondo giugno più caldo della serie storica, mentre l'Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo di sempre, con una temperatura media superiore di oltre 3 °C rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020.
Focalizzando l’analisi sul territorio italiano, in particolare su quello della Regione Emilia Romagna, ARPAE ha pubblicato che il mese di giugno si è concluso con uno scarto molto significativo dalla media 1991-2020: +3,26 gradi. È stato il secondo giugno più caldo dopo il 2003, a pari merito con il mese di giugno 2025.
Tornando ad una prospettiva Europea, la seconda metà del mese è stata dominata da una persistente ondata di calore che ha interessato Francia, Germania, Spagna, Italia, Regno Unito e Benelux, portando numerosi record di temperatura massima e, soprattutto, valori eccezionalmente elevati durante le ore notturne. Ed è proprio questo uno degli aspetti più rilevanti dal punto di vista sanitario, quando il caldo non dà tregua. Il rischio per la salute non dipende esclusivamente dai picchi di temperatura registrati durante il giorno. Le cosiddette notti tropicali, nelle quali la temperatura rimane elevata anche dopo il tramonto, impediscono al corpo umano di disperdere il calore accumulato e aumentano sensibilmente gli effetti delle ondate di calore, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Secondo gli esperti di Copernicus, proprio questo fenomeno ha caratterizzato gran parte dell'ondata di calore europea del mese di giugno.
Non un episodio isolato, ma una tendenza
Le temperature registrate nelle ultime settimane non rappresentano un episodio isolato, ma si inseriscono in una tendenza ormai osservata da diversi anni. A confermarlo sono anche i dati raccolti dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), che nel Rapporto "Il clima in Italia nel 2025", pubblicato il 1° luglio 2026, evidenzia come il nostro Paese stia sperimentando un progressivo aumento delle temperature e una crescente esposizione agli effetti dei cambiamenti climatici. Per i principali risultati del Rapporto SNPA è dedicato un apposito approfondimento in questo numero di CAE Magazine (clicca qui per l’articolo).
Luglio: la situazione resta sotto osservazione
Anche nel corso di luglio le condizioni meteorologiche continuano ad essere caratterizzate da temperature elevate in molte aree europee.
Sarà necessario attendere i dati consolidati di fine mese per una valutazione complessiva, ma il quadro attuale conferma come il monitoraggio costante rappresenti uno strumento fondamentale per comprendere l'evoluzione del fenomeno.
Informarsi attraverso fonti ufficiali
Quando si verificano ondate di calore è importante affidarsi esclusivamente a fonti istituzionali.
Il Ministero della Salute pubblica ogni giorno, dal lunedì al venerdì, i bollettini sulle ondate di calore per 27 città italiane, con previsioni fino a 72 ore e quattro livelli di rischio, pensati per supportare cittadini e operatori sanitari nell'adozione delle misure di prevenzione.
Sul portale del Ministero sono inoltre disponibili materiali informativi e raccomandazioni dedicate alla popolazione, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.
Accanto a questi strumenti operano anche sistemi di sorveglianza sanitaria che consentono di monitorare gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione e di attivare tempestivamente le misure di prevenzione.
Conoscere i fenomeni è il primo passo per affrontarli. Per questo, insieme allo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio e l'allertamento, è fondamentale investire nella diffusione di informazioni scientifiche affidabili e nella cultura della prevenzione. Comprendere come evolve il clima significa essere più preparati ad affrontarne gli effetti sul territorio e sulla sicurezza delle persone.