Maratea: monitoraggio della frana di Castrocucco
gennaio 2026
A Maratea, provincia di Potenza, Basilicata, in località Castrocucco, il 30 novembre 2022 si verificò un fenomeno franoso di particolare intensità, generando una grave situazione di pericolo per l’incolumità pubblica. L’evento causò il crollo di un’ampia porzione del costone roccioso sottostante il castello medievale di Castrocucco, determinando la distruzione di un tratto della Strada Statale n. 18, l’interruzione della viabilità e la sospensione di servizi essenziali.
Si tratta di un dissesto che si traduce in fenomeni di crollo accidentale e parzialmente retrogressivo. Le cause dell’instabilità sono attribuibili a una combinazione di fattori sia geologici (predisponenti) sia meteorologici (innescanti). Infatti, dal punto di vista geologico, il versante presentava già una predisposizione all’instabilità: la parete rocciosa era fortemente disarticolata, con diffuse fratture e piani di discontinuità che ne compromettevano l’integrità. Dal lato idrogeologico, le piogge eccezionali, come ad esempio avvenuto nell’autunno del 2022, giocano un ruolo determinante nell’innesco del distacco detritico o nell’ampliamento delle fratture già formate.
La strategia di mitigazione del rischio frana in questo contesto si basa su un approccio ingegneristico integrato, che coniuga l’utilizzo di interventi strutturali con logiche di controllo da remoto: infatti, all’esecuzione di opere di consolidamento dei blocchi più instabili, di contenimento degli effetti della caduta massi, di bypass allo scheletro infrastrutturale esistente, nonché all’impostazione di misure organizzative impattanti sul traffico, si abbina il controllo dei fenomeni di versante tramite un sistema di monitoraggio e allertamento con funzionamento in continuo. Il monitoraggio della frana rappresenta quindi un elemento essenziale per la gestione del rischio idrogeologico e la tutela della sicurezza pubblica e delle infrastrutture.
CAE, che opera in stretta collaborazione con altre aziende incaricate e professionisti, oltre che con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, è stata incaricata nel 2025 di verificare lo stato del sistema di monitoraggio esistente, riattivarlo e manutenerlo.
Grazie ai sopralluoghi che furono fatti e ai dati utili forniti dal sistema esistente nel corso degli anni, è stato possibile delineare quali interventi ulteriori mettere in opera per aumentare l’efficacia e l’affidabilità del sistema usato fino a quel momento.
Avendo il sistema da aggiornare non solo finalità conoscitive, ma anche di allertamento, era importante ripristinare il corretto funzionamento di tutti gli elementi e potenziare il sistema in modo da migliorare la diagnosi di eventuali anomalie e la capacità di risposta in caso di condizioni critiche.
I lavori che ne sono conseguiti, tra aggiornamenti e nuove installazioni, hanno portato ad un sistema tecnologicamente all’avanguardia composto da:
- 3 datalogger che si occupano di gestire più di 100 sensori tra fessurimetri, inclinometri, accelerometri e velocimetri;
- 1 stazione meteo;
- 2 stazioni pluviometriche utili per la caratterizzazione climatica dell’area innescante i fenomeni di distacco roccioso;
- 1 stazione totale;
- dispositivi per l’inibizione del traffico agli estremi del tratto di strada a rischio: 2 semafori, 2 barriere elettromeccaniche e 2 sirene per l’allertamento acustico;
- 1 centrale in cloud per controllare il sistema da remoto, visualizzare dati e impostare allarmistica complessa.
Le nuove tecnologie installate, tra cui i datalogger Compact, permettono:
- di gestire automaticamente, al superamento di soglie definite dall’Amministrazione, le attivazioni dei dispositivi per l’inibizione del traffico e di allarmi in ridondanza a quelli generati dalla centrale;
- di ridurre la necessità di interventi sul campo, grazie alla possibilità di avanzate funzioni di telecontrollo e telemanutenzione;
- di ridurre i consumi e di conseguenzaè stato possibile introdurre un sistema di alimentazione autonomo a pannelli solari. In questo modo, anche di fronte a interruzioni della linea elettrica, il sistema continuerà ad operare H24 7/7.
Inoltre, grazie all’ implementazione del modulo satellitare la trasmissione dati risulta ancora più stabile e affidabile.
Tra le tecnologie utilizzate si citano i datalogger Compact, i pluviometri PG10, i termo-igrometri THS, la stazione totale, i software AEGIS e Sentry.
Si tratta di un progetto complesso che ha richiesto di sfruttare anche la competenza specialistica dei tecnici CAE nel lavoro in quota su funi. L’aggiornamento del sistema di monitoraggio proposto rappresenta un notevole passo avanti in termini di affidabilità, efficienza e capacità di risposta agli eventi critici. Le nuove funzionalità introdotte consentiranno di ottimizzare il controllo del territorio, migliorare la qualità e la continuità del flusso di dati e fornire un supporto più efficace agli operatori responsabili della gestione del rischio idrogeologico.
Grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte, sotto la supervisione del Commissario straordinario per l'emergenza della frana a Castrocucco di Maratea, nonché del Comando di Polizia municipale, sulla base di un preciso protocollo di gestione appositamente studiato per le specificità del sito oggetto di monitoraggio, è stato possibile riaprire la strada, consentendo il transito veicolare in determinate fasce orarie, con la possibilità di interruzioni temporanee in caso di condizioni meteorologiche avverse.
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