Premio Paolo Bernardi: machine learning e intelligenza artificiale per migliorare l’allertamento
Durante le Giornate dell'Idrologia 2026 della Società Idrologica Italiana (SII) che si sono tenute dal 29 giugno al 1° luglio presso il Centro Didattico Morgagni dell'Università degli Studi di Firenze, è stato assegnato il Premio Paolo Bernardi, bandito in onore di uno dei fondatori della CAE, ormai giunto alla sua terza edizione. Un premio di rilevanza nazionale, volto a sostenere ricerca e innovazione tecnologica per il settore idrologico.
Prima della premiazione, sono stati presentati i progressi e i risultati del progetto vincitore della seconda edizione del Premio Paolo Bernardi (del 2025): “PIX2PEAKS - Velocimetria tramite immagini per supportare la stima del tempo di corrivazione in bacini idrografici non monitorati” di Francesco Alongi (Università di Palermo) e Giulia Evangelista (Università di Torino).
I vincitori di questa terza edizione sono invece Giulio Paradiso dell’Università di Torino e Mohammad Rasoul Sedaghat Rad dell’Università di Catania con un progetto intitolato “SHAPE – EWS: Synthetic Hyetograph Approximation of Prectipitation Events for Pluvial Flood Early Warning System”.
Come Redazione di CAE Magazine abbiamo rivolto un paio di domande ai due vincitori per approfondire la genesi e lo sviluppo del loro progetto. Ecco cosa ci hanno raccontato:
Come nasce l’idea del vostro progetto e qual è il suo obiettivo?
“Nasce da un lavoro di ricerca sulle forme delle piogge a cui io stavo già lavorando” dichiara Giulio. “Poi incontrando Mohammad, che si occupa di Machine Learning e analisi di dataset più ampi, abbiamo pensato di analizzare la pioggia e i bacini, sfruttando gli strumenti avanzati di analisi basati su intelligenza artificiale e machine learning.”
“Volevo lavorare su qualcosa di pratico, non fermarmi alla teoria. L'obiettivo era sviluppare qualcosa che avesse un reale significato fisico e fosse operativo. Il sistema di allerta precoce che proponiamo è in grado di salvare vite umane e, allo stesso tempo, di ridurre i costi economici. Dunque, il nostro obiettivo era andare oltre una metodologia puramente teorica, puntando a una soluzione concretamente applicabile nella vita di tutti i giorni” aggiunge Mohammad.
Quali sono i prossimi passi nella realizzazione del progetto?
“Il primo passo è raccogliere i dati e crearne un dataset, perché il progetto riguarda due aree climatiche differenti: una nel nord-ovest dell'Italia (Piemonte) e una nel sud-ovest (Sicilia), caratterizzate da condizioni climatiche e idrologiche diverse. Dobbiamo raccogliere i dati grezzi, risalendo il più possibile nel tempo per ricostruire lo storico delle precipitazioni registrate nelle aree. Successivamente puliremo i dati per garantirne la qualità. Uno degli aspetti centrali del progetto è infatti lavorare su dati ad alta risoluzione temporale: analizziamo le precipitazioni con intervalli che vanno da un minuto a 15 minuti e, più in generale, inferiori a un'ora. Questo ci permette di cogliere caratteristiche fondamentali della pioggia, come gli eventi di breve durata, l'intermittenza e la presenza di scoppi multipli di pioggia all’interno di uno stesso evento” ci dice Mohammad. “Tramite queste informazioni, cercheremo di estrarre forme di pioggia o eventi di pioggia che possono aiutare nell’early warning” aggiunge Giulio.
È stato difficile far combaciare due menti diverse, due lingue diverse e due background leggermente diversi per l’ideazione del progetto?
“No, per nulla. Giulio si occupa dell'analisi statistica e idrografica delle precipitazioni, mentre io sono più specializzato nelle tecniche di machine learning. Unendo le nostre competenze, siamo riusciti a completarci a vicenda” dichiara Mohammad.
“E poi noi un po’ ci conoscevamo già perché ero andato all'Università di Catania per una collaborazione ed è lì che ci siamo incontrati. Poi ci siamo rivisti e insieme abbiamo deciso di partecipare al Premio Bernardi con un progetto. Io sono originario di Catania, quindi dopo anni di vita a Torino volevo fare qualcosa che mi potesse riconnettere con il mio territorio” conclude Giulio.
A consegnare il riconoscimento ai due giovani ricercatori è stato il Presidente di CAE, Guido Bernardi, che ha dichiarato: “Vogliamo rivolgere un sentito ringraziamento alla Società Idrologica Italiana che, da tre anni, custodisce la memoria dell’Ingegner Paolo Bernardi attraverso questo prestigioso Premio. Per CAE, è un enorme orgoglio vedere come il talento e l'impegno dei giovani ricercatori si traducano in soluzioni concrete per la salvaguardia dell'ambiente e la sicurezza della popolazione. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato a questa edizione presentando i loro progetti e, non ultimo, facciamo le nostre congratulazioni a Giulio e Mohammad per la vittoria e per aver colto l’importanza di applicare in principi di AI e Machine Learning al mondo dell’idrologia. È per noi un piacere sentire che l’idea di partecipare al progetto nasca anche dal desiderio di non fermarsi alla teoria, ma di lavorare su qualcosa di pratico, perché incarna fedelmente il desiderio che fu di Paolo e degli altri fondatori di CAE nel 1977. Non ci resta che augurare loro buon lavoro e ci diamo appuntamento al prossimo anno per analizzare insieme i risultati del progetto.”
La Redazione di CAE Magazine
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