Ciclone Harry: un altro evento estremo colpisce l’Italia
Ci siamo lasciati alle spalle un 2025 denso di successi, si apre un 2026 carico delle sfide da affrontare, a breve speriamo di potervi raccontare di più, nel frattempo è online il video che ci ricorda i punti salienti del nostro ultimo anno.
Purtroppo, questo 2026 si è aperto con il violentissimo Ciclone mediterraneo Harry, alimentato da un mix esplosivo: aria umida dal Nord Africa, correnti polari dai Balcani e un mare più caldo di 2,5°C rispetto alla media. Questo scenario ha generato eventi meteo eccezionali tra Sicilia, Sardegna e Calabria tra il 19 e il 21 gennaio con nubifragi intensi, vento di burrasca, mareggiate violente e i relativi effetti al suolo, tra i quali non possiamo non citare la riattivazione della frana a Niscemi che, ad oggi, ha obbligato ad evacuare oltre 1000 persone. Secondo i dati forniti dal Centro Funzionale Centrale le stazioni meteo-idro-pluviometriche hanno rilevato valori di oltre 500 mm in tutte e tre le regioni interessate. In particolare, in Calabria, in provincia di Catanzaro, si è registrato il picco massimo di 569,9 mm in 72 ore nel Comune di San Sostene. Durante la fase di maltempo sono spirati venti di burrasca forte con raffiche fino a tempesta violenta su Calabria, Sardegna e Sicilia, in particolare, i venti medi hanno avuto intensità intorno ai 70 km/h con frequenti raffiche superiori ai 100 km/h (Fonte: Dipartimento della Protezione Civile). Il Governo dichiarato lo stato di emergenza nazionale in questi territori, stanziati 100 milioni per far fronte alle prime spese di ripristino spiega Musumeci, Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, “non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni”, si potrà procedere “all'ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione". "La stima approssimativa dei danni è un miliardo e 241 milioni. Potrebbe essere suscettibile di aumento o, come mi auguro, in calo", ha precisato Musumeci. Reduci dalle recenti alluvioni, sappiamo cosa significa perdere tutto, per questo ci stringiamo alle comunità colpite.
A livello di CAE Magazine apriamo il 2026 con un'importante novità, lanciamo in questo numero la prima rubrica dedicata all’intelligenza artificiale e al machine learning a supporto della mitigazione dei rischi. A partire dall'uscita di febbraio ci sarà nella rivista uno spazio dedicato ai suddetti temi, occasione per approfondire tecnologie disponibili, in cantiere e desiderata per il futuro. Si parlerà di disponibilità dei dati, della loro migliore qualità, supporto all’interpretazione, individuazione precoce di fenomeni anomali e molto altro.
Inoltre, raccontiamo l’esperienza del Centro Funzionale della Regione Umbria, con sede a Foligno, che ha realizzato un sistema di allarme automatico denominato SALT: Sistema ALlarme Temporali, presentato anche a Milano in occasione del convegno RadMEt2025. Ciò è stato possibile anche grazie a Sentry, il software di diffusione delle allerte sviluppato da CAE. La Redazione ha intervistato Renato Zauri, meteorologo del Centro Funzionale Regione Umbria, per saperne di più.
Non ultimo, torniamo a parlare di frane, con il caso di Maratea in località Castrocucco, CAE si è occupata di verificare e aggiornare il sistema esistente. Ad oggi sono installati più di 100 sensori tra fessurimetri, inclinometri, accelerometri e velocimetri per il monitoraggio e l’allertamento, oltre a dispositivi per l’inibizione del traffico che possono essere attivati automaticamente. Un progetto complesso, ma grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte, sotto la supervisione del Commissario straordinario per l'emergenza della frana a Castrocucco di Maratea, nonché del Comando di polizia municipale, sulla base di un preciso protocollo di gestione appositamente studiato per le specificità del sito oggetto di monitoraggio, è stato possibile riaprire la strada, consentendo il transito veicolare in determinate fasce orarie.
Chiudiamo il numero invitandovi al 6° Congresso Nazionale AISAM, sponsorizzato da CAE, che avrà luogo a Brescia dal 10 al 12 febbraio 2026. Un appuntamento di tre giorni volto a promuovere lo sviluppo delle scienze atmosferiche in Italia, offrendo opportunità di networking e collaborazione tra i vari soggetti interessati e opportunità di crescita scientifica e tecnologica.
Buona lettura.
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